Domenica 11 gennaio 2026 verrà ricordato l'82° anniversario dell'Eccidio di Ceretto dai Comuni di Costigliole Saluzzo e Busca.
Il programma prevede alle ore 9.15 il ritrovo presso la fermata Ceretto con deposizione dei fiori al cippo alle ore 9:30, alle ore 10.00 verrà celebrata la Santa Messa con succesiva deposizione della Corona d’alloro.
Con l'intervento dei Sindaci di Costigliole Saluzzo, Busca e Oriolo, a seguire l'orazione ufficiale tenuta da Paolo Calvino, scrittore ed attivista per i diritti umani.
Alla cerimonia sarà presente una delegazione del comune di Oriolo in ricordo dei cittadini periti nell’eccidio di Ceretto.
Alla cerimonia interverranno i ragazzi degli istituti secondari di I° grado di Costigliole Saluzzo e Busca ed il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Costigliole Saluzzo e Busca, parteciperà alla manifestazione il Complesso Bandistico Santa Cecilia.
Torniamo indietro nel tempo:
5 gennaio 1944
In una rappresaglia nazifascista Furono trucidati a Ceretto 27 uomini (tra i quali ragazzi giovanissimi come si può vedere dalla lapide)
bruciate case, distrutte famiglie.
Persero la vita anche due cittadini oriolesi: i Caruso.
Questi due ragazzi, di ritorno dalle terre francesi, trovarono rifugio presso le abitazioni rurali dei cerettesi, che li ospitarono in cambio del lavoro dei campi, in sostituzione dei cerettesi impegnati nella guerra sul fronte russo. Un grande gesto di generosità reciproca.
Tutti civili, come i cerettesi di Busca e Costigliole S.
Per l’importanza e il ricordo degli eventi di questo tragico giorno, il 13/03/2006 Costigliole Saluzzo e Busca hanno ricevuto la medaglia d’Argento al Valor Civile.
Anche se col trascorrere degli anni la commemorazione sembra la ripetizione dell’anno precedente.
Ricordo che oggi nel mondo ci sono circa 56 grandi conflitti attivi che coinvolgono circa 92 paesi
che ci impongono di ripetere e raccontare la dolorosa storia che qui è accaduta.
Il passare del tempo non deve far dimenticare,
il racconto deve essere un monito affinché non vengano più commessi gli stessi errori.
I paesi cosiddetti civilizzati, come la nostra Europa, dagli anni ‘50 ai primi anni 2000, hanno avuto l’illusione di aver trovato l’equilibrio di pace e di aver definitivamente eliminato il rischio di una guerra mondiale,
Si sono anche, ad Onore del vero, a volte, coperti gli occhi per le guerre e le sofferenze che si innescavano nei paesi più poveri
Così non è stato, in questi anni abbiamo avuto un brusco risveglio, non vedendoci coinvolti da vicino in una guerra di morte e distruzione ma subendo difficoltà correlate che stanno andando ad incidere sul nostro quotidiano modo di vivere, con fenomeni inflazionistici, rincari energetici, difficoltà crescenti anche per la classe media.
Il nostro compianto e amato papa Francesco ci ha fatto presente che quanto stiamo vivendo nel nostro pianeta è una guerra mondiale a pezzi.
Ci si deve inoltre rendere conto della necessità di sviluppare una capacità di valutazione e di confronto critico delle notizie che ci arrivano attraverso gl’innumerevoli canali d’informazione.
Una delle forme di fare e condurre la guerra coincide con fornire informazioni di parte, volutamente falsificate e condizionate dagli interessi differenti delle parti.
Soprattutto in questo ultimo periodo storico dove un uso errato della intelligenza artificiale facilità la mistificazione.
Lo studio e l’istruzione diventano sempre più fondamentali per sviluppare una coscienza critica.
Nelle dinamiche degli equilibri mondiali si sono perse le misure
ma il dolore non ha misure,
il dolore scaturito dalla tragedia singola non è maggiore o minore di quello collettivo
il dolore è dolore
Se analizziamo le cause della guerra tutto ci conduce al denaro:
- scarsità delle risorse naturali;
- tensioni economiche tra le varie potenze;
- povertà e la conseguente ingiustizia sociale;
- il consumismo portato all’eccesso.
La globalizzazione mal gestita, senza norme etiche e senza mantenere al centro dello sviluppo dell’umanità l’uomo con la sua spiritualità e la sua capacità di ragionamento, ci ha portati a fondarla sulla primordiale legge del più forte e del più ricco.
Una umanità incentrata su se stessa e sulla propria individualità che dimentica il bene comune.
Ed è proprio in questi difficili momenti che si cerca la soluzione.
Ma molto spesso, è questo lo testimonia la storia, le persone si legano a soluzioni semplici, veloci
ma la giusta direzione non è mai semplice
è complessa
è faticosa
è tortuosa
quando si raggiungono importanti traguardi,
quando lo scalatore raggiunge alte cime, lo fa sempre con fatica e difficoltà
Lo dico a tutti noi, ma lo dico soprattutto ai giovanissimi qua presenti
Non lasciamoci abbagliare da facili soluzioni, solo la fatica, l’impegno e la condivisione ci possono condurre nella giusta direzione.
Studiamo il passato ed i suoi errori, ragioniamo insieme, non dimentichiamo e stiamo uniti tutelando la parte buona dell’animo umano, ricordandoci che, in quanto vivi, possiamo scegliere tra il bene ed il male.
Concludo con un sincero ed affettuoso abbraccio a ciascuno di Voi e alle nostre buone comunità.